La bufala del broglio elettorale in Iran "Il cambiamento significa per i poveri pane e lavoro, non meno regole sul modo di vestirsi né ricreazioni miste per ragazzi e ragazze all’ora di intervallo... La politica in Iran ha molto più a che vedere con la lotta di classe che con la religione". Financial Times, editoriale [articolo di fondo]del 15 giugno 2009.Accade di rado che le elezioni in cui la Casa Bianca ha un interesse e che vedono la sconfitta elettorale del candidato filostatunitense, non vengano denunciate come illegittime da parte di tutta l'elite politica e mediatica. Di recente, la Casa Bianca e il campo alleato hanno inveito contro le libere (e monitorate) elezioni in Venezuela e Gaza, mentre costruiscono bellamente il "successo elettorale" in Libano, nonostante la coalizione guidata da Hezbollah abbia conseguito oltre il 53% dei voti. |
Chavez, mano Cia e Usa dietro scontri Teheran CARACAS - Dietro gli scontri in Iran ci sono gli Stati Uniti e la Cia: lo ha affermato il presidente venezuelano, Hugo Chavez, neppure 24 ore dopo che il suo paese ha riallacciato i rapporti diplomatici con Washington. Chavez, che ha appena inaugurato il vertice straordinario dell'Alba (Alternativa Bolivariana per le Americhe), ha sostenuto che le denunce di brogli lanciate dall'opposizione sono il frutto di una strategia pianificata dagli Usa. |
Così Goldman Sachs detta legge sui mercati La Goldman Sachs - a noi italiani mestamente nota... - svolge un ruolo dominante nel sistema monetario internazionale: essendo il broker principale dei bonds governativi statunitensi, di fatto “lavora” per il governo per piazzare in giro il debito Usa, e vendendo e trattando quei bonds, gudagnerà ancora miliardi di dollari e pagherà altri faraonici bonus al suo staff, alla faccia della crisi e della recessione. Ecco il succo del “Yes, we can” di Obama, al servizio delle lobby e della banche d’affari che la crisi hanno contribuito a crearla e da cui, a tutt’oggi, traggono invece profitto. Pericolosamente legata al debito americano è la Cina, che se pur cerca di smarcarsi sul lungo periodo, per ora deve fare buon viso a cattivo gioco: "non si uccide per il rischio di morire insieme alla vittima predestinata."
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I FILI RIVELATI Per chi avesse ancora dei dubbi sulla regia israelo-americana che sta dietro all’attuale tentativo di golpe in Iran (detto, per l’occasione, “Rivoluzione verde”, secondo una sceneggiatura stantìa che ripropone in altra colorazione la stessa manfrina già vista in Georgia, Serbia ed Ucraina) propongo qui qualche documento significativo. Il primo è la dichiarazione di Kissinger che vedete nel filmato qui sopra. Kissinger, ex Segretario di Stato americano, ebreo e grande burattinaio dell’espansionismo USA, lo dice chiaro e tondo: se dal casino iraniano non dovesse emergere un governo gradito al potere USraeliano, allora sarà necessario “provocare un cambio di regime DALL’ESTERNO”. E’ sottinteso: per ora ci stiamo provando dall’interno, facendo orchestrare dalla CIA le consuete proteste destabilizzanti; se non dovesse funzionare, agiremo in modo più diretto. Kissinger dice anche che il presidente Obama non desidera agire in modo “visibile” nell’attuale congiuntura, il che è scontato. Le proteste a cui stiamo assistendo in Iran sono, non a caso, “covert operations” condotte secondo il più tradizionale degli schemi CIA. |
L’Ue? Una ‘cosa’ sempre più neoliberista L'U.E. è un'istituzione antitetica agli interessi dei popoli europei. Nonostante il rifiuto dell'elettorato europeo nelle precedenti consultazioni - a parte nei paesi, come l'Italia, in cui la consultazione referendaria è stata furbescamente bypassata - i legislatori europei stanno tentando nuove strade per far passare l'infausto trattato. Altro tema importante della due giorni del Consiglio europeo iniziato ieri a Bruxelles la riconferma di Barroso. |
Lassù qualcuno ti AMA
E' un piacere leggere come vanno le cose..."Persi 204 mila posti di lavoro nel primo trimestre dell'anno" e tra montagne di notizie e rifiuti ho trovato questa, è una segnalazione amica. Ma chi è il vero nemico, se è lecito chiamarlo così? Il lavoro? La Patria? La Chiesa? Non Violentemente andiamo avanti, senza nemici, come diceva Gandhy. Di cosa lamentarci allora? Lassù qualcuno ci AMA. Buona lettura, decidete voi se metterla in Cestino, io continuo a fare la raccolta di questa "differenziata"... (Doriana Goracci, foto e riferimenti su http://www.arcoiris.tv/modules.php?name ... mp;id=6352)
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I palestinesi d'Europa e il discorso di Netanyahu La "storica" apertura di Netanyahu alla possibilità di uno stato palestinese nasconde ben'altri fini. E' anzi in realtà un'operazione mediatica per fingere una diplomazia equa e fare ancora una volta la parte dell'agnello agli occhi dell'opinione pubblica occidentale. Mentre quindi le sue aperture alla pace sono state accolte con calore dagli Stati Uniti, l'ipotetico stato palestinese sarebbe invece ancora sottomesso a numerose condizioni. Netanyahu ha infatti volutamente omesso la questione del "diritto al ritorno", prerogativa essenziale per porre le basi di una pace duratura.
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Il discorso di Al-Azhar: Obama e i secondi fini della mano tesa ai musulmani 5 giugno 2009. Il discorso che il presidente Obama ha pronunciato il 4 giugno al Cairo [1] è stato presentato in anteprima dai servizi di comunicazione della Casa Bianca come « fondante di una nuova era ». E’ stato oggetto di un’intensa campagna promozionale che si è conclusa con una mail indirizzata da David Axelrod alle decine di milioni di abbonati alla lista della Casa Bianca [2]. In essa il consigliere per l’immagine di Barack Obama ha invitato gli Statunitensi a visionare il video del discorso che, secondo lui, segna un nuovo punto di partenza nelle relazioni dell’America con il mondo musulmano [3]. Lo si è ben capito: questo discorso è rivolto altrettanto, se non maggiormente, agli elettori USA rispetto ai musulmani. |
Elezioni in Iran: uno schiaffo all'imperialismo Nonostante i giudizi costantemente negativi e denigratori dei media asserviti d'occidente, l'ampia riconferma di Ahmadinejad rappresenta una straordinaria vittoria contro l'arroganza di Washington e Tel Aviv - che nel loro delirio di onnipotenza vedono l'Iran come un pericolo antidemocratico e fondamentalista religioso. La vittoria elettorale di Ahmadinejad smentisce queste tesi dettate da un'ignoranza alquanto sospetta. E ancora una volta con orgoglio patriottico ed antimperialista, il popolo iraniano ha detto no al tentativo occidentale di condizionarne pesantemente le scelte politiche. |
Nuovi paradigmi per una nuova economia
La crescita si è arrestata, i sistemi economici vacillano, il capitalismo manifesta sempre di più la sua incapacità ad essere un modello sostenibile. La crisi, economica, ecologica e sociale, deve essere colta come un’occasione per mettere in atto circoli virtuosi che portino a nuovi paradigmi di società e benessere. Non è semplice, ma sempre più necessario. Se n’è discusso a Terrafutura 2009.
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Caso Berlusconi: Scoppia o non scoppia? Scoppia o non scoppia ? Questo è il dilemma. E se scoppia cosa succederà al Paese? Il premier dei premier è in ansia… uno stato di spiacevole emotività accompagnato da senso d’oppressione, eccitazione e timore - quest’ultimo, forse, potrebbe giustificare quella ridicola schiera di guardie del corpo (una volta a guardia dell’anima era preposto il padre Gianni Baget Bozzo) che alcun politico di rango ha - di un male in prospettiva, la cui caratteristica principale è la scomparsa, o la notevole diminuizione, del controllo volontario e della personalità.
Così la NRWZonline di Rottweil (Germania), www.forum-fuer-rottweil.de, in un recente articolo: Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri dell’Italia, è un uomo delle proposte a sorpresa. Recentemente ha proposto alle vittime del terremoto della città de L’Aquila costretti a vivere nelle tendopoli, di vivere la loro situazione di disagio semplicemente come una vacanza in camping. Ovvero di andare a mare senza dimenticare di portare con loro la crema antisolare. La più recente trovata del Signor Berlusconi: L’Aquila, la città in macerie, potrebbe ospitare il vertice del G8. Detto, fatto. Senza consultazioni, né con la Presidenza della Repubblica, né con l’opposizione, men che meno con le istituzioni locali. Ipse dixit! Punto e basta. Le ragioni secondo il nuovo apostolo della malapolitica italiana? a) Un segnale positivo (alias iniezione del noto, abusato e vuoto ottimismo, per i 60.000 vacanzieri nel camping de L’Aquila); b) Motivi di sicurezza per l’appuntamento mediatico-internazionale in quanto, così si è espresso il premier “quater”: “Non credo che i contestatori del vertice G8 organizzeranno dimostazioni nelle aree colpite dal sisma”. |
Un' "Onda" di decerebrati La visita del Colonnello Gheddaffi ha scatenato le solite proteste "democratiche". I servi sciocchi proni agli USA e a Israele hanno persino impedito che Gheddafi parlasse in Senato, temevano che quell’aula di fannulloni e di incapaci fosse dileggiata dalle parole di un Ospite antidemocratico. Davvero indecorose sono state poi le manifestazioni di protesta degli studenti dell’Onda, una vera orda di imbecilli che si muove come un gregge di pecoroni. Uno di questi studenti con il cervello disimpegnato dall’intelligenza, nell’aula magna della Sapienza, si è alzato per chiedere a Gheddafi quando consentirà libere elezioni democratiche. I soliti "rivoluzionari" (a parole) dell'ultim'ora insomma...
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Obama: da professore pacifista a guerrafondaio in 100 giorni Nelle intenzioni amerikane Obama dovrebbe rappresentare un cambiamento rispetto alla politica repubblicana; ma è facile capire - nonostante le menzogne dei cosiddetti media embedded - come la sua politica non sia molto differente dalle amministrazioni precedenti. Un bombardamento mirato ha portato all'episodio di Bala Boluk, e all’ostilità incandescente di molti afgani. La guerra ad al-Qaeda si è così trasformata nella guerra ai talebani, e in 850.000 rifugiati nella Valle dello Swat, in Pakistan. Così la sua presidenza è già macchiata in modo permanente del familiare colore rosso sangue. |
Beirut agli occidentalisti Da Damasco si ventila l’ipotesi che sia stato merito del “denaro della politica”, ovvero voto di scambio e tangenti, ma tant’è. Le elezioni di domenica in Libano sono state vinte dallo schieramento filo-occidentale guidato da Saad Hariri (foto) che secondo i dati ufficiali avrebbe ottenuto 71 seggi parlamentari su 128 (ne aveva 70). Allo schieramento guidato da Hizbollah sarebbero invece andati 57 scranni, uno in meno rispetto agli attuali 58. Nel Parlamento di Beirut, quindi, l’equilibrio si sposta di un seggio in favore dello schieramento occidentalista. Esulta tutta la coalizione del “14 marzo”, esultano l’Egitto, l’Arabia Saudita e Barack Obama e l’Occidente tutto, che per qualche settimana avevano temuto una schiacciante vittoria del Partito di Dio. |
IL VIZIETTO... LA POLIZIA INGLESE AL G20 HA 'UTILIZZATO UOMINI SOTTO COPERTURA PER INCITARE LE FOLLE'
DI J. DOWARD E M. TOWNSEND
The Observer
Parlamentare richiede un'inchiesta sulle tattiche utilizzate dalla Met durante le manifestazioni.
Un membro del Parlamento coinvolto nelle proteste del G20 tenutosi il mese scorso a Londra intende fare aprire un'inchiesta sul possibile utilizzo di agenti provocatori da parte delle forze di polizia allo scopo di incitare le folle. |
Israele, la lobby Usa dei coloni FONTE: PeaceReporter Come il re dei casinò californiani finanzia l'estensione degli insediamenti Per scoprire quanto stabili e intimi siano i legami tra governo e coloni in Israele, bastava presenziare alla consegna dei Premi 'Moskovitz' per il Sionismo, il 22 maggio scorso a Gerusalemme. A dispetto delle richieste di Obama, che verranno sicuramente reiterate domani nel corso della sua visita al Cairo, il governo di Netanyahu ha annunciato l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Il perchè lo spiega la storica e profonda influenza esercitata dal partito dei coloni nella politica israeliana. Una contiguità, se non una compenetrazione vera e propria, ben palpabile nella cerimonia del 22 maggio. |
Ugo Spirito. Da Mussolini a Mao
“Chi parla oggi di comunismo in Italia è un corporativista impaziente delle more necessarie dello sviluppo di una idea che è la correzione tempestiva dell’utopia comunista e l’affermazione più logica e perciò più vera di quello che si può attendere dal comunismo”
(Giovanni Gentile, 24 giugno 1943)
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Elezioni europee. All'assalto del cimitero
Il parlamento europeo non solo è completamente inutile, ma va anzi contro gli interessi nazionali, limitandosi a produrre leggi incomprensibili e perciò solamente dannose. La sovranità finanziaria è stata ceduta alla speculazione e alle banche, la sovranità monetaria alla cosiddetta Banca Centrale Europea (Bce) a sua volta controllata dalla finanza di Wall Street e della City, la sovranità commerciale è affidata alle lobbie delle multinazionali senza patria, la sovranità politica è dei governi di Washington, Londra e Tel Aviv, la sovranità militare è stata delegata a una Nato totalmente dominata dagli americani e dispiegata nei quattro angoli del pianeta.
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In Nicaragua la sovranità e la sicurezza alimentare è una priorità Forte diminuzione della povertà. Anche la FAO riconosce l'importanza dei programmi del governo sandinista
26 maggio 2009 - Giorgio Trucchi
Secondo il ministro dell'Agricoltura nicaraguense, Ariel Bucardo Rocha, sono due gli obiettivi principali di questo ministero: la sovranità alimentare e la sicurezza alimentare nutritiva.
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Corea . Sale il livello di allarme al 38° parallelo Le forze militari statunitensi e sudcoreane hanno innalzato oggi il livello di allerta dopo che la Corea del Nord ha rimesso in discussione l'armistizio del 1953 in vigore tra Seoul e Pyongyang. Lo ha reso noto il ministero della Difesa sudcoreano. "Oggi alle 7.15, il comando delle forze congiunte americano-sudcoreane hanno aumentato il livello di allarme di un grado, fino a livello due", ha precisato il ministero in un comunicato. |
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